Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nei suini d’allevamento e nella specie cinghiale (Sus scrofa) anni 2022-2026.

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COMUNICATO

Comunicato Decreto interassessoriale_EM

La recente comparsa in Italia Continentale del virus della Peste Suina Africana (PSA) pone crescente preoccupazione per la possibile comparsa e diffusione della malattia in altre aree del territorio nazionale.
La PSA, infatti, è una malattia virale altamente contagiosa ad esito solitamente infausto a cui gli esseri umani non sono sensibili ma che colpisce i suidi (suini e cinghiali) ed è causa di gravi conseguenze socio-economiche in ragione delle pesanti ripercussioni sul comparto produttivo suinicolo nonché sul commercio nazionale, comunitario ed internazionale di animali vivi e dei loro prodotti.
In applicazione del Decreto Legge 17 febbraio 2022 n. 9, la Regione Siciliana, con Decreto n. 765 del 2 settembre 2022 dell’Assessorato Regionale della Salute, dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente, ha varato le procedure relative al “Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nei suini d’allevamento e nella specie cinghiale (Sus scrofa) anni 2022-2026” (in seguito PRIU).
Obiettivo generale del PRIU è quello di ridurre il rischio di introduzione dell’infezione e migliorare la gestione del cinghiale, mirando, tra l’altro, a ridurre significativamente la presenza di cinghiali e suidi inselvatichiti in tutto il territorio regionale e, pertanto, sia nei territori pubblici e privati in cui è permessa la caccia sia nelle zone in cui vige il divieto di caccia per effetto di vincoli derivanti dalla normativa nazionale, regionale, comunitaria e/o da altre leggi e disposizioni.
Nonostante l’insularità rappresenti in linea teorica una efficace barriera geografica per l’ingresso dalla PSA in Sicilia, la circolazione sempre più diffusa nel territorio nazionale ed europeo del virus pone la Regione in una condizione di potenziale rischio ed in funzione di ciò assume particolare rilievo considerare che nei territori di Messina e Palermo, in cui ricadono rispettivamente il Parco dei Nebrodi ed il Parco delle Madonie, sono presenti allevamenti suinicoli bradi e semibradi di razze suine autoctone italiane e siciliane di elevato pregio, tra cui quella del Suino Nero dei Nebrodi, unica razza autoctona siciliana.
Il PRIU ha valenza quinquennale con obiettivi specifici da conseguire annualmente. Le diverse attività programmate sono interconnesse tra loro, nel senso che ciascuna di esse, una volta applicata, si ripercuote positivamente sulle altre. A titolo di esempio si evidenzia che gli effetti di una capillare attività di formazione e informazione fanno sì che anche le altre attività del PRIU siano implementate, rendendo tutti i soggetti, coinvolti a vario titolo nel problema, maggiormente consapevoli del pericolo rappresentato dall’introduzione della PSA in un territorio indenne e, di conseguenza, più collaborativi.
Il PRIU Sicilia, come previsto dalle indicazioni ministeriali, si espleterà secondo le seguenti linee direttrici:
A. Rafforzamento della sorveglianza passiva sui suidi domestici e selvatici;
B. Rafforzamento delle misure di biosicurezza;
C. Informazione, formazione e aggiornamento;
D. Implementazione dello smaltimento delle carcasse;
E. Analisi del Rischio;
F. Interventi di depopolamento dei cinghiali.
È importante rilevare, soprattutto in riferimento al punto F, che uno degli obiettivi del PRIU è quello di ridurre significativamente la presenza di cinghiali e suidi selvatici o inselvatichiti in tutto il territorio regionale e, pertanto, come già specificato in precendenza, sia nei territori pubblici e privati in cui è permessa la caccia, sia nelle zone in cui vi è divieto di caccia per effetto di vincoli derivanti dalla normativa comunitaria e/o da altre leggi e disposizioni.
Ad oggi in Sicilia l’attività di controllo del cinghiale e dei suoi ibridi viene effettuata esclusivamente nel Palermitano con l’uso di gabbie di cattura e chiusini nella “Riserva di Monte Pellegrino” e nelle aree della città di Palermo interessate dalla presenza dei cinghiali provenienti dalla riserva.
Nel Parco delle Madonie è vigente già dal 2011 il “Piano di gestione dei suidi presenti nel Parco delle Madonie” che prevede anche interventi di abbattimento selettivi della specie. Il Parco delle Madonie ha già formato a tal fine un centinaio di selecontrollori (coadiutori ai piani di controllo numerico dei cinghiali/suidi), la cui formazione verrà aggiornata in riferimento alle tecniche specifiche previste per la prevenzione e l’eventuale controllo della diffusione della PSA, con la finalità anche di un loro coinvolgimento nell’ambito del PRIU per l’attività di cattura dei suidi nelle zone contigue al Parco stesso.
Nell’attuazione del PRIU, un aspetto di grande rilevanza è quello legato al Personale impiegato nell’attività di depopolamento.
Il PRIU, infatti, prevede che l’attività di cattura attraverso l’utilizzo di gabbie di cattura e chiusini, dovrà/potrà essere realizzata, oltre che dagli Enti gestori delle Aree protette e del Demanio, anche dai proprietari e/o conduttori dei fondi, previa comunicazione alla RFV (Ripartizione Faunistico Venatoria) competente per territorio o all’ente gestore dell’Area Protetta, come nel caso del Parco delle Madonie. Le gabbie di cattura e/o i chiusini dovranno essere segnalate/i attraverso la comunicazione delle coordinate geografiche, anche attraverso foto georeferenziate del sito di posizionamento. Resta inteso che il proprietario/conduttore del fondo sarà responsabile per eventuali danni a persone o animali diversi dalla specie target (cinghiali).
Gli animali catturati rimarranno nella disponibilità del proprietario/conduttore, rispettando le relative prescrizioni sanitarie. (ASSESSORATO DELLA SALUTE – D.A.n.318/2022 ALLEGATO A – Selvaggina selvatica catturata o uccisa a caccia – Utilizzo delle carni a scopo alimentare – Direttiva)
Il Parco delle Madonie, da anni impegnato nel fronteggiare le problematiche scaturite dall’elevata presenza e l’ampia distribuzione della popolazione di suidi all’interno dell’area protetta, garantirà tutto il supporto possibile per assicurare la corretta attuazione degli interventi ed il raggiungimento degli obiettivi previsti nel PRIU.
Specifiche informazioni ed approfondimenti sul tema verranno fornite nel corso di un apposito evento già in fase di organizzazione da parte delll’Ente di Parco Madonie.
Link: http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazz…/g22-43/g22-43.pdf
https://www.regione.sicilia.it/…/n-318-15-aprile-2022)
Il responsabile Scientifico del “Piano di gestione dei suidi presenti nel Parco delle Madonie”, Dott. Vet. Egidio Mallìa
Il R.U.P del “Piano di gestione dei suidi presenti nel Parco delle Madonie”, geom. Alessandro Scelfo
Il Presidente dell’Ente Parco delle Madonie. Dott. For. Angelo Merlino, PhD