Paesaggi geologici

Massiccio del Carbonara

Dal punto di vista geologico, il territorio del Madonie UNESCO Global Geopark può sostanzialmente essere distinto in quattro Domini principali, sui cui insistono i sedimenti quaternari. Essi sono formati essenzialmente da rocce carbonatiche, dolomitiche, arenacee, silicee, conglomeratiche, calcareo-marnose, argillose, sabbiose ed evaporitiche.

  1. Unità Tettoniche Panormidi (Trias sup. – Oligocene): costituiscono l’interezza del Massiccio del Carbonara e della dorsale che da Monte Mufara si muove verso M. Quacella e M. Daino. Verso nord-ovest caratterizzano la dorsale di Pizzo Dipilo e verso nord la Rocca di Cefalù. Le porzioni più antiche di questo Dominio strutturano Pizzo Sant’Otiero, con i suoi sedimenti fossiliferi del Trias Medio.
  2. Unità Tettoniche Imeresi (Trias sup. – Oligocene): costituiscono la catena di Monte dei Cervi, con M. Castellaro e M. Fanusi, oltre a contraddistinguere Rocca di Sciara e M. D’Oro a ovest.
  3. Unità Tettoniche del Flysch Numidico (Oligocene sup. – Miocene inf.): costituiscono la dorsale che da Monte Cavallo arriva a Madonna dell’Alto e M. San Salvatore, oltre che gli affioramenti di Piano Catarineci passando per P.lla Mandarini. Inoltre strutturano le dorsali montuose di San Mauro Castelverde, Pollina e a quote più basse di Castelbuono.
  4. Unità Tettoniche Sicilidi (Cretaceo sup. – Miocene inf.): affiorano principalmente nei settori centro-meridionali e nord-occidentali del geoparco, su cui spesso poggiano discordanti i “Terreni Tardorogeni” del Miocene sup. – Pliocene.
  5. Depositi Quaternari: costituiti da Terrazzi Marini nel margine tirrenico del territorio e da Depositi Continentali specialmente alla base dei rilievi carbonatici.
Cenni geologici

L’aspetto geomorfologico della catena madonita rispecchia la peculiare geodiversità territoriale, con rilievi altimetricamente elevati nei settori centro-settentrionali – in cui spicca Pizzo Carbonara con i suoi 1979 m s.l.m. – degradanti verso il Mar Tirreno con pendenze elevate. In egual misura sono caratterizzati i versanti centro-occidentali in cui svetta Monte dei Cervi con i suoi 1754 m s.l.m.. I versanti meridionali della catena montuosa sono contraddistinti dai rilievi che da M. Mufara (1865 m s.l.m.) arrivano a M. San Salvatore (1912 m s.l.m.) attraverso M. Quacella con i suoi 1869 m s.l.m.. Nei versanti orientali, a definire naturalmente i confini con i Nebrodi, svettano le dorsali che da Pizzo Catarineci si muovono verso San Mauro Castelverde. Gli areali meridionali del territorio madonita anche geoparco, in ragione delle litologie affioranti, laddove la dorsale montuosa s’interrompe, assumono caratteristiche prevalentemente collinari; soprattutto a partire dai centri storici ubicati lungo la linea virtuale che unisce gli abitati delle Petralie sino a Gangi passando per Geraci Siculo, che possiedono quote medie di 1000 m s.l.m..

A significare l’aspetto morfologico del geoparco insiste una matura rete fluviale che costituisce ben tre Bacini idrografici, esattamente: a nord il Bacino del Fiume Imera Settentrionale e del Fiume Pollina, mentre a sud il Bacino del Fiume Imera Meridionale o Fiume Salso. Queste reti idrografiche procurano erosioni prevalentemente verticali, con la tipica forma a V, sulle litologie carbonatiche e relativamente quarzarenitiche o arenacee, mentre producono prevalenti erosioni laterali sulle litologie argillose, argillo-marnose o argillo-sabbiose.esaggio naturale della regione madonita ulteriori elementi di grande suggestione.

Carsismo delle Madonie

Il carsismo è un processo di dissoluzione delle rocce carbonatiche ed evaporitiche a opera delle acque atmosferiche. Le doline rappresentano le forme epigee più tipiche del paesaggio carsico.

I processi carsici che caratterizzano le alte Madonie si sono probabilmente innescati nell’Era Quaternaria, anche in relazione alle evoluzioni morfotettoniche dell’area.

Tra le cavità carsiche ipogee segnaliamo il geosito “Inghiottitoio della Battaglietta”: ipogeo inserito nel Sentiero Geologico n.1 e caratterizzato da un attuale scorrimento idrico meteorico e di fusione nivale.

Altri importanti ipogei carsici sono l'”Abisso del Vento”, l'”Abisso del Gatto” e la “Grotta del Vecchiuzzo” nei sedimenti evaporitici; quest’ultima caratterizzata dalla presenza di un sito archeologico.

– Si ricorda che la visita in questi ipogei può essere fatta – laddove possibile – solo se accompagnati da speleologi esperti.

A caratterizzare il paesaggio carsico, oltre alle doline, ai karren e alle numerose grotte – tra cui segnaliamo il geosito “Grotta Grattara” – si contraddistinguono le superfici di erosione suborizzontali, visibili soprattutto nelle aree sommitali del Massiccio del Carbonara.