ESCURSIONE NATURALISTICA L’ABETE DEI NEBRODI LA PIANTA SIMBOLO DELLA SICILIA

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Polizzi Generosa

ESCURSIONE NATURALISTICA AL VALLONE MADONNA DEGLI ANGELI NEL PARCO DELLE MADONIE

L’ABETE DEI NEBRODI LA PIANTA SIMBOLO DELLA SICILIA

L’abete dei Nebrodi per molti anni è stato ritenuto una specie originatasi dall’abete bianco, in seguito al lungo isolamento in cui si sarebbe venuta a trovare la popolazione originale durante le fasi interglaciali. Oggi invece viene considerato una specie a sé presente in Sicilia sin dal Terziario, ancor prima dell’arrivo dell’abete bianco che si fa risalire all’ultima glaciazione.
Ad avvalorare tale ipotesi ilritrovamento sulle Madonie nord-orientali di una stazione “fossile” attraverso cui si è potuto accertare che 9.000 anni fa i due abeti erano entrambi presenti.

I circa 30 esemplari adulti si trovano tutti ad un’altezza compresa tra i 1400 e i 1650 metri sul versante settentrionale di Monte Scalone, noto anche comeManca i Pini, a ridosso del Vallone Madonna degli Angeli, nel comune di Polizzi Generosa. A questi vanno aggiunti anche quattro annosi esemplari coltivati: uno si trova nella Villa Casale, accanto ai ruderi del castello di Polizzi Generosa, ed altri tre, innestati su abete bianco agli inizi del Novecento, nella Villa Lanza, nei pressi di Gibilmanna. Da studi paleobotanici è emerso che in passato l’abete veniva massicciamente utilizzato per la produzione di travi, poi impiegati per realizzare le coperture di palazzi e chiese dei centri madoniti.L’abete, dal colore verde scuro, ha un portamento campaniforme e può raggiungere i 10-15 metri di altezza. La corteccia del tronco è di colore bianco-grigiastra mentre i rami sono di colore brunastro o, in quelli più giovani, rossastro. Particolare la disposizione dei rametti: da ciascuno dei principali se ne dipartono due laterali e così sempre di seguito come a formare tante piccole croci.Da qui il nome dialettale diarvulu cruci cruci che viene utilizzato popolarmente. Le foglie, aghiformi, appiattite, presentano una scanalatura lungo la nervatura centrale e due linee longitudinali bianche nella pagina inferiore; esse sono ugualmente distribuite ai lati e nella parte superiore dei rami.Gli strobili, eretti, lunghi fino a 20 cm, raggiungono la maturità in autunno quando si disfanno lasciando disperdere i semi dalle brattee.Per molti anni l’abete delle Madonie è stato ritenuto sterile e quindi destinato all’estinzione. Negli ultimi decenni, fortunatamente, alcuni esemplari hanno iniziato a produrre strobili con semi fertili grazie a cui l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana ha potuto intraprendere un’opera di ripopolamento, in piccole aree sperimentali, che lascia ben sperare per la sopravvivenza di questa specie vegetale.Nonostante tutto la pianta continua ad essere a rischio di estinzione e non a caso l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) l’ha inserita nella lista delle specie botaniche dell’area mediterranea maggiormente minacciate.

Nel dicembre 2018, a seguito di una votazione coordinata dal professore Lorenzo Peruzzi, docente di botanica presso l’Università degli Studi di Pisa, l’abete delle Madonie è stato scelto quale pianta simbolo della Sicilia