Riunione tecnico-operativa presso la sede dell’Ente Parco, ieri, per fare il punto sulle attività di gestione e controllo faunistico messe in atto dall’Ente per assicurare la tutela della biodiversità, il mantenimento delle attività antropiche, con particolare riferimento a quelle agricolo-zootecniche tradizionali, nonché per prevenire rischi per la salute pubblica e per la pubblica incolumità.
In attuazione dei Piani di gestione del daino e del cinghiale (suidi), approvati dalle competenti Autorità, l’Ente ha convocato e svolto il vertice con la partecipazione delle Autorità competenti in materia sanitaria, di vigilanza e di tutela del territorio. Presenti i componenti del Comitato esecutivo dell’Ente parco Marcello Catanzaro, sindaco di Isnello, Ciro Pedrotti Ispettore Corpo Forestale provincia di Palermo,
Alessandro Cilibrasi vice Sindaco
del Comune di Petralia Sottana
Egidio Mallia referente tecnico scientifico Piani di gestione fauna selvatica, per l’ASP Palermo i veterinari Santo Barreca, Nadia Di Vina e Sandro Bevacqua, per il Dipartimento Sviluppo Rurale Giovanni Misseri e Dario
Catalanotto, per il Comando Corpo Forestale di Palermo Felice Bruscia,
per l’IZS Marilina Barreca Presidente CDA dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo e Domenico Vicari medico veterinario responsabile laboratorio attività assistenza territoriale.
Presenti all’incontro anche:
Giusi Provinzano Vice dirigente dell’Istituto Professionale Alberghiero Domina di Castellana Sicula, Anselmo Intrivici veterinario e l’Associazione per la promozione delle Attività produttive, commerciali, alberghiere, Artigiani di Petralia Sottana.
L’incontro si è reso necessario per far fronte al progressivo incremento del numero di capi rimossi, condividendo le strategie da mettere in atto per assicurare una pianificazione ottimale e graduale delle fasi attuative previste dai Piani di gestione e l’adozione di procedure uniformi e tecnicamente fondate dal punto di vista normativo.
Durante la riunione sono stati affrontati alcuni delicati aspetti connessi alla gestione operativa e sanitaria dei capi derivanti dalle attività di controllo, al fine di assicurare il rispetto delle più rigorose procedure previste dalla normativa di riferimento in materia igienico-sanitaria e di sicurezza alimentare. Sono state altresì analizzate e condivise le procedure operative più idonee alla specifica realtà territoriale del Parco delle Madonie, anche in relazione alle infrastrutture esistenti e progressivamente realizzate dal Parco per garantire una gestione ottimale di tutte le fasi del processo, dalla rimozione dei capi fino alla loro destinazione finale.
In particolare, è stata esaminata la possibilità di ampliare le destinazioni dei capi abbattuti, nel pieno rispetto delle normative vigenti, oltre che all’autoconsumo e al carnaio, anche alla cessione a fini alimentari, attraverso percorsi tracciabili, sicuri e conformi agli standard igienico-sanitari richiesti.
Tale percorso risulta indispensabile per far fronte al progressivo aumento del numero di capi da rimuovere previsto dai Piani di gestione, che l’Ente dovrà garantire con il massimo impegno ai fini del raggiungimento degli obiettivi di conservazione della biodiversità, mission principale dell’Ente.
Nel corso dell’analisi e della discussione delle strategie e degli interventi attuati, è emersa una piena rispondenza alle indicazioni del quadro normativo vigente, nonché una ampia condivisione delle finalità e delle modalità operative da parte di tutte le Autorità intervenute.
È stato altresì concordato di procedere, nelle successive fasi attuative, all’applicazione dei protocolli operativi condivisi già predisposti dall’Ente Parco, volti ad assicurare e perfezionare sempre più, la tracciabilità, la sicurezza e la valorizzazione delle carni derivanti dalle operazioni di controllo, in coerenza con le disposizioni regionali, nazionali e comunitarie in materia.
Infine dichiara il Commissario Straordinario Salvatore Caltagirone – l’incontro di ieri è stato un utilissimo momento di confronto fra i soggetti impegnati nella gestione della fauna selvatica per affinare, ancor di più, tecniche, procedure e strategie che devono trovare la condivisione e la sinergia per raggiungere gli obiettivi e le finalità, di tutela degli ecosistemi, delle attività umane e della sicurezza pubblica, nel pieno rispetto della legge e di tutte le componenti del territorio madonita.”
