SENTIERO DELLE PACE

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Il SENTIERO DELLA PACE
offre tutte le caratteristiche più apprezzati dagli escursionisti: paesaggi, natura, cultura, arte, spiritualità, tradizioni:
Raggiunge Monte Alto, cuore delle montagne del Parco delle Madonie dove sorge una Chiesetta del 1300 con Eremo.
Il sentiero riesce a legare la spiritualità arcaica della montagna alla religiosità di questi luoghi. Richiama, con la semplicità di montanari e pellegrini, provenienti da ogni luogo, i valori di amore,pace e fratellanza dei popoli, offrendo, senza retorica, momenti di meditazione, di spiritualità nella cornice dei valori naturalistici più preziosi di questo territorio. Percorso da tanti anni e avviato ad una fruizione più organizzata dalla sezione ad opera del socio Calogero Mascellino a fine anni ’80, soprattutto per la parte del sentiero alle spalle di Monte San Salvatore, all’interno della faggeta. Il sentiero, unificato con altri tratti creando un itinerario, è stato oggetto dell’iniziativa “Summit for Peace” del 16 Maggio 2004, in occasione di Papa II e del suo compleanno, festeggiato in tutta Italia e nel mondo da questa manifestazione. Nel 2005, in occasione del Meeting Nazionale sentieri SNE 2005, il CAI Sicilia e la Sezione CAI delle Madonie – Petralia Sottana (PA), hanno voluto inserirlo nell’iniziativa e tabellarlo con il contributo dell’Ente Parco delle Madonie.
Il percorso, nella sua interezza, è per escursionisti esperti, perché ci sono dislivelli in salita di oltre 900 metri, con tempi di percorrenza di almeno 5 ore, all’arrivo si ricongiunge con l’Antico Sentiero dei Pellegrini, che parte anch’esso da Petralia Sottana. Ma chi non è avvezzo alle difficoltà escursionistiche potrà percorrere il primo tratto, e con un po’ di attenzione anche il secondo che sono quasi dei percorsi turistici.
Il sentiero è arricchito da tante varianti, rispondenti alle più diverse esigenze, tutte di grande fascino.
1° Tratto: PETRALIA SOTTANA – PONTE DI SAN BRANCATO 
L’attacco del sentiero è presso l’Ospedale Nuovo Madonna dell’Alto, a m. 952 s.l.m., che si può raggiungere anche a piedi da Petralia Sottana, direzione Piano Battaglia, svoltando al bivio H.
Proseguendo si raggiunge l’inizio della Regia Trazzera delle transumanze, n° 301, (Petralia-Castelbuono) dove inizia la segnaletica bianco/rossa del CAI. Dopo circa 30 minuti si percorre un tratto con tracce dell’antico basolato e subito dopo si raggiunge il Ponte di San Brancato, a schiena d’asino, in stile romanico.
Accanto al ponte un millesimo cioè una scritta datata su una roccia che ricorda il barone Balestrini, che pare abbia raccolto del fondi nel 1831 per riparare il ponte, tassando i contadini al passaggio. La cosa non fu bene accetta, perché contraria alle consuetudini e alla credeza ricca di leggende che il ponte fosse dono di un santo bonaccione e dormiglione, San Francatu. Sotto c’è il gurguni, un piccolo laghetto, da cui parte la prisa, una captazione d’acqua per la gora della Centrale Idroelettrica di Catarratti.
VARIANTE : Centrale Idroelettrica 
È possibile anche, dal ponte Sant’Elia salire fino alla Centrale Idroelettrica di Cateratti, splendido esempio di archeologia industriale (risale al 1905), e poi tornare dallo stesso percorso in paese. Tutto il primo tratto è raggiungibile da mezzi di soccorso fuoristrada, le varianti anche da mezzi normali.
2° Tratto: PONTE DI SAN BRANCATO – SANT’OTIERO 
Pizzo Sant’Otiero.
La mulattiera che sale entro la Regia Trazzera larga m 37,68 era una delle vie delletransumanze dalle montagne alle marine. Il dislivello di salita è m 313.
Anch’esso nell’ultimo tratto è raggiungibile dal soccorso con fuoristrada.
Presenta qualche difficoltà in più rispetto al tratto precedente ma con punti di riferimento ben visibili: sono le vistose rocce di Santu Tieri che hanno strana forma di animale. L’etimologia da una conferma alla sacralità di questa autura: il greco thèrion, di origine indoeuropea, significa bestia feroce, un derivato indica la forma animale delle figure divine.
Il nucleo è costituito da calcari dolomitici, sormontato da calcilutiti triassiche con vistosi depositi numidici.
Nella parte finale del percorso, sono visibilii resti di varie colonne; qui era infatti la cava di pietre “Lumachella” da cui si ricavarono le 12 colonne monolitiche della Chiesa Madre di Petralia Sottana intorno al 1633.
3° Tratto: SANT’OTIERO – PORTELLA DI MELE 
È per escursionisti esperti, con un dislivello da superare m. 210. Dalle rocce di Santu Tieri si sale l’avvallamento tra le pendici di Cozzo Lampo e quelle di Pizzo Inferno, fino alla Portella di Mele m. 1501 s.l.m., sormontata dal monte che Briezio dice Mellis, con voce antica Nebrodes da cui lo storico Pasqualino fa derivare, nel 1789, il toponimo Madonia poi esteso a tutto il complesso montuoso.
Da Portella Mele è possibile scendere la vallata di Pomieri e visitare il Querceto fino all’Hotel, seguendo le tracce di una pista che incrocia la provinciale per Piano Battaglia.
VARIANTE: Portella Mele – Rifugio Tropea – Alberi Monumentali 
Seguendo il sentiero sotto le pendici del Cozzo del Filatore si raggiunge facilmente, il Rifugio Tropea, raggiungibile da mezzi di soccorso, scendendo per una facile pista si attraversano delle cave dismesse e incrocia il percorso degli Alberi Monumentali: una maestosa rovere di circa 700 anni, un acero campestre e un acero montano di circa 500 anni e altri splendidi monumenti della natura.
VARIANTE : Rifugio Tropea – Pomeri – Rifugio Grifone – Rifugio Marini – Rifugio CAS 
Percorrendo le varianti 5 o 6 si raggiunge la provinciale e a pochi chilometri Piano Battaglia, frazione di Petralia Sottana; di rifugio in rifugio fra caratteristiche baite si giunge allo storico rifugio CAI del Marini con sezione di educazione ambientale del Parco delle Madonie.
Il primo tratto e il secondo con le varianti 6 e 7 formano il percorso di una gloriosa gara podistica di montagna: la Traversata delle Madonie. La gara è disputata il primo maggio partendo da Piano Battaglia fino a Petralia Sottana.

4° Tratto: PORTELLA DI MELE – SANTUARIO MADONNA DELL’ALTO 

 

È un antico sentiero dei pastori e dei boscaioli,per escursionisti esperti, con molteplici difficoltà. Il dislivello da superare è m. 368, una parte del sentiero è su pietraia, l’attraversamento della faggeta può essere condizionato dalle condizioni ambientali stagionali.
L’imbocco è a sx di Portella Mele, ben indicato da un cippo in pietra; si addentra subito nella faggeta e in continua e progressiva salita si raggiungono i pianetti di Pizzo Inferno e i Chianiola d’la lana, luoghi di funghi (’i birbanti).
Da questi pianori si continua su pascolo e facili boccette segnati da ometti, a mezza costa del monte San Salvatore (m. 1912 s.l.m.), che rimane alla propria dx,con bellissimi panorami sulle due Petralie, le vallate sottostanti, pittoreschi borghi e sullo sfondo l’Etna.
Passando per tracce di sentiero, senza variare molto di quota si scende una selletta a m. 1735 s.l.m., dove giungono, in corrispondenza della Fontana della Madonna la sterrata che proviene da Piano Iola Polizzi e il Sentiero dei Pellegrini, anch’esso da Petralia Sottana, percorso da secolo dai devoti. Al margine del bosco, nel punto in cui confluiscono i 3 remoti sentieri utilizzati dai pellegrini che provenivano da Petralia da Calcarelli e da Polizzi Generosa, si pone in essere una antichissima ritualità popolare dalle radici precristiane, riservata a chi per la prima volta sale al santuario: ’a pigghiata d’a petra (con le mani dietro la schiena viene raccolto un sassolino; tenendolo fra le labbra viene portato al santuario e immerso nell’acqua benedetta: diverrà un potente amuleto).
Continuando sulla sterrata si giunge così a monte Alto dove è ubicato, a quota m. 1869 s.l.m., un antichissimo Santuario mariano, fra i più alti d’Italia, che ospita nella chiesetta la statua della Madonna dell’Alto opera quattrocentesca del Gagini. Il Santuario, quasi una fortezza a guardia delle vallate, apre la foresteria e il refettorio alle mete dei pellegrinaggi il 12 giugno, la 1ª domenica di luglio e l’8 settembre. Dall’1 al 15 agosto, principale festività, il Santuario resta aperto grazie alla disponibilità della Parrocchia di SS. Maria Assunta e del Comitato Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, che offrono accoglienza ai numerosi pellegrini che giungono all’Eremo. Dall’alto del monte, tra segni di antiche leggende, facilmente si riconoscerà la forma del giglio di roccia di Petralia, protesa in un gesto di amore e di pace alla Madonna dell’Alto, sua protettrice da tanti secoli.
Il santuario è raggiungibile da mezzi fuoristrada ma chi vuole chiudere il percorso escursionista potrà imboccare e percorrere fino in fondo la sterrata o imboccare a destra del piliere, vicino la fontana, l’antico Sentiero dei Pellegrini.
Si giunge così alla strada asfaltata della c\da Gisa, e da qui, in circa 30 minuti, il paese di Petralia Sottana.

I periodi migliori per percorrere il Sentiero della Pace sono la primavera e l’autunno quando le temperature sono mite e la natura si veste di colori affascinanti. Fattibile anche in estate evitando però quelle calde e afose giornate di scirocco, perché i tratti di ripida salita possono sfiancare.

Scarpe da trekking alte e abbigliamento a strati in modo che lungo le ripide salite ci si può scoprire e nei tratti esposti ai venti coprire facilmente. Portare anche crema solare e una buona scorta d’acqua per la salita. Possono essere utili un paio di bastoncini.

FESTA DELLA MADONNA DELL’ALTO
La prima domenica di luglio e il 15 di agosto sono le due date in cui il santuario si anima di numerosi pellegrini per festeggiare la Madonna dell’Alto. Nell’appuntamento di luglio è la parrocchia di Calcarelli ad organizzare le celebrazioni, mentre ad agosto è la parrocchia di Petralia Sottana. Nel corso delle due giornate nella chiesetta vengono celebrate diverse messe ed a seguire attorno al santuario si snodano due breve ma animate processioni

Difficoltà: EE, escursionisti esperti;

dislivello in salita: 900 metri;

dislivello in discesa: 600 metri;

durata circa 10 ore.