Il Madonie Unesco Global Geopark celebra la Giornata Internazionale degli Avvoltoi.
Il primo sabato di settembre viene celebrata la giornata internazionale degli avvoltoi.
Nata nel 2006 dall’azione congiunta dell’Endangered Wildlife Trust e dell’Hawk Conservancy Trust, la Giornata si è trasformata negli anni in una campagna globale coordinata con il Vulture Specialist Group.
Per il Parco delle Madonie il 2026 è stato un anno di grandi risultati per quanto riguarda gli avvoltoi; oltre i 2 giovani grifoni nati dalle prime 2 coppie riproduttive accertate della colonia da poco reintrodotta, dopo circa 70 anni di assenza, che si sono da poco involati, anche il giovane capovaccaio nato dalla coppia riproduttiva, che si era involato ad agosto e che si è già spostato dal luogo di nidificazione insieme agli adulti e che proprio in questo periodo iniziano il loro lungo viaggio verso le regioni africane dove andranno a passare l’inverno. I capovaccai torneranno in Sicilia in primavera, nel periodo di Pasqua; infatti in dialetto siciliano il capovaccaio si chiama “Pasqualino”.
Quello di quest’ anno nelle Madonie è il secondo anno consecutivo della nidificazione con successo, dopo circa 50 anni.
In seguito alle diverse azioni svolte all’interno del progetto di reintroduzione del grifone, quali la realizzazione dei carnai, ovvero delle stazioni di alimentazione complementare per uccelli necrofagi, si è registrato il progressivo ritorno di questi capovaccai nel territorio, ed abbiamo accettando negli ultimi anni: 1 individuo nel 2023, ben 5 individui nel 2024 (3 adulti e 2 giovani), nel 2025 la prima coppia che si è riprodotta con successo, evento che si è ripetuto anche nel 2026.
Gli avvoltoi, nutrendosi di carcasse di animali che trovano nel territorio, svolgono l’importantissimo ruolo di tenere puliti i pascoli e contribuire ad evitare il diffondersi di epidemie.
Un vecchio sogno che si è realizzato; adesso iniziamo a pensare come riuscire a concretizzare un nuovo sogno, ovvero la reintroduzione dell’avvoltoio gipeto, presente e nidificante nelle Madonie fino a metà del 1800, come ha documentato il naturalista di Castelbuono Francesco Mina Palumbo, avvoltoio specializzato a nutrirsi di ossa, così il ciclo naturale dello smaltimento delle carcasse nei pascoli verrebbe completato.
